
Perché i manager continuano a ripetere gli stessi errori (e come evitarli davvero)
Perché i manager continuano a ripetere gli stessi errori (e come evitarli davvero)
19 gennaio 2026
di Erika Delfi
Perché, nonostante competenze ed esperienza, molti manager continuano a ripetere gli stessi errori?
Succede più spesso di quanto si pensi, nelle aziende di ogni dimensione. Ed è una delle principali cause di risultati deludenti, frustrazione interna e perdita di talenti.
Nella maggior parte dei casi, il problema non è la mancanza di capacità tecniche, ma abitudini consolidate, convinzioni limitanti e resistenza al cambiamento.
I manager tendono a ripetere gli stessi errori perché:
Confondono il controllo con la leadership, credendo che guidare significhi dire cosa fare invece di ispirare, responsabilizzare e sviluppare il team.
Ignorano i segnali che arrivano dalle persone, trascurando feedback, dati e intuizioni preziose fino a quando la situazione diventa critica.
Continuano ad applicare modelli del passato, affidandosi a schemi che funzionavano ieri ma che oggi non sono più efficaci.
Il risultato è un circolo vizioso fatto di performance mediocri, clima aziendale deteriorato e difficoltà nel trattenere le persone migliori.
La buona notizia è che interrompere questo schema è possibile. Serve un cambio di approccio basato su tre elementi chiave:
Consapevolezza manageriale: riconoscere i propri automatismi, i limiti e le aree di miglioramento.
Ascolto attivo e strutturato: valorizzare i diversi punti di vista e le competenze presenti nel team.
Coraggio di cambiare: innovare processi, stile di leadership e mindset, accettando l’errore come parte del percorso di crescita.
Un buon manager non è colui che non sbaglia mai, ma chi sa riconoscere gli errori, imparare da essi e guidare l’organizzazione verso risultati migliori. Perché il cambiamento reale non parte dai processi, ma da chi esercita la leadership ogni giorno.
Ripetere gli stessi errori è facile.
Evitarli richiede consapevolezza e coraggio.
Da che parte vuoi stare?
Perché, nonostante competenze ed esperienza, molti manager continuano a ripetere gli stessi errori?
Succede più spesso di quanto si pensi, nelle aziende di ogni dimensione. Ed è una delle principali cause di risultati deludenti, frustrazione interna e perdita di talenti.
Nella maggior parte dei casi, il problema non è la mancanza di capacità tecniche, ma abitudini consolidate, convinzioni limitanti e resistenza al cambiamento.
I manager tendono a ripetere gli stessi errori perché:
Confondono il controllo con la leadership, credendo che guidare significhi dire cosa fare invece di ispirare, responsabilizzare e sviluppare il team.
Ignorano i segnali che arrivano dalle persone, trascurando feedback, dati e intuizioni preziose fino a quando la situazione diventa critica.
Continuano ad applicare modelli del passato, affidandosi a schemi che funzionavano ieri ma che oggi non sono più efficaci.
Il risultato è un circolo vizioso fatto di performance mediocri, clima aziendale deteriorato e difficoltà nel trattenere le persone migliori.
La buona notizia è che interrompere questo schema è possibile. Serve un cambio di approccio basato su tre elementi chiave:
Consapevolezza manageriale: riconoscere i propri automatismi, i limiti e le aree di miglioramento.
Ascolto attivo e strutturato: valorizzare i diversi punti di vista e le competenze presenti nel team.
Coraggio di cambiare: innovare processi, stile di leadership e mindset, accettando l’errore come parte del percorso di crescita.
Un buon manager non è colui che non sbaglia mai, ma chi sa riconoscere gli errori, imparare da essi e guidare l’organizzazione verso risultati migliori. Perché il cambiamento reale non parte dai processi, ma da chi esercita la leadership ogni giorno.
Ripetere gli stessi errori è facile.
Evitarli richiede consapevolezza e coraggio.
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Succede più spesso di quanto si pensi, nelle aziende di ogni dimensione. Ed è una delle principali cause di risultati deludenti, frustrazione interna e perdita di talenti.
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